Multistrato o compensato?

multistrato e compensato

Partiamo dall’errore più comune: chiamare “compensato” qualunque pannello fatto da più strati di legno.

In realtà compensato e multistrato sono parenti stretti, ma non sono sinonimi.
Sono entrambi semilavorati realizzati incollando tra loro più fogli di legno, con le fibre orientate in modo alternato.

Questo incrocio delle fibre serve a rendere il pannello più stabile, più resistente e meno soggetto a deformazioni rispetto a una semplice tavola di legno massello.

La differenza vera sta soprattutto nel numero degli strati, nello spessore, nell’utilizzo e nella qualità finale del pannello.

Come sono fatti?

Il principio costruttivo è lo stesso.
Si prendono sottili fogli di legno, chiamati anche piallacci o sfogliati, e si incollano uno sopra l’altro.

La direzione delle fibre viene ruotata di 90 gradi tra uno strato e il successivo.
Questo dettaglio è fondamentale, perché il legno non si muove allo stesso modo in tutte le direzioni.

Incollando gli strati con fibre incrociate, il pannello diventa più stabile e lavora meglio nel tempo.

Detto così sembra semplice, ma è proprio qui che nasce la confusione, perché un pannello fatto a strati non è automaticamente “multistrato” nel senso comune del termine.

Compensato

Di solito si parla di compensato quando il pannello è sottile e formato da pochi strati.
Nella maggior parte dei casi il compensato ha 3 strati.

I due strati esterni sono simili tra loro, mentre quello centrale può essere leggermente più spesso.
È un materiale leggero, facile da tagliare e abbastanza economico.

Proprio per questo viene usato spesso per fondi di cassetti, schienali di mobili, piccoli lavori decorativi, rivestimenti leggeri, sagome, dime provvisorie e lavori dove non serve una grande resistenza strutturale.

Il suo grande vantaggio è la leggerezza.
Il suo limite è che, essendo sottile e con pochi strati, non ha la stessa stabilità e robustezza di un multistrato vero e proprio.

Multistrato

Il multistrato, come dice il nome, è formato da più strati.

In genere si parte da almeno 5 strati, ma nei pannelli più spessi gli strati possono essere molti di più.

La caratteristica importante è che gli strati sono sottili e abbastanza regolari tra loro.
Questa struttura rende il pannello più stabile, più resistente e più adatto a lavorazioni dove il bordo resta visibile.
Ed è proprio il bordo uno dei motivi per cui il multistrato viene apprezzato anche nel design moderno.

Quelle linee alternate che si vedono sul fianco del pannello non sono solo una questione estetica.
Raccontano anche come è costruito il materiale.

Il multistrato viene usato spesso per mobili, arredi, strutture leggere, piani, casse, elementi portanti, dime robuste e progetti dove serve un pannello più affidabile rispetto al semplice compensato.

La qualità non dipende solo dal numero di strati

Qui bisogna essere chiari: più strati non vuol dire automaticamente pannello migliore.
La qualità dipende da diversi fattori.

Conta il tipo di legno utilizzato.
Conta la qualità degli strati esterni.
Conta l’assenza di nodi, vuoti interni, difetti e pezze di copertura.
Conta anche il tipo di colla usata.

Un pannello economico può avere nodi, riparazioni visibili o strati interni meno curati.
Un pannello di qualità superiore avrà invece superfici più pulite, meno difetti e una struttura interna più omogenea.

La classificazione A, B, C indica proprio la qualità estetica e costruttiva delle facce.

In modo molto semplificato, una faccia A sarà più pulita e pregiata, mentre una faccia C sarà più economica e con più difetti visibili.

Questo non significa che un pannello economico sia inutile.
Significa solo che va scelto per il lavoro giusto.
Se devi fare una struttura nascosta, magari non ha senso pagare un pannello perfetto.
Se invece il pannello resta a vista, la qualità degli strati esterni diventa decisiva.

Uso interno o esterno?

Un altro punto importante è l’utilizzo.
Non tutti i pannelli sono adatti agli ambienti esterni o umidi.

Un pannello per uso interno può andare benissimo per mobili, rivestimenti e lavori in ambienti asciutti.
Ma se lo usi dove c’è umidità, rischi che nel tempo gli strati si aprano o si deformino.

Per gli ambienti esterni si usano pannelli incollati con colle più resistenti all’umidità.

Spesso vengono indicati come multistrato marino o multistrato fenolico, anche se nella pratica questi nomi vengono usati in modo un po’ generico.
Un esempio classico è il multistrato di okumé con colla fenolica.
L’okumé è un legno leggero, stabile e adatto a utilizzi dove il peso conta.
La colla fenolica, invece, rende l’incollaggio più resistente all’umidità.
Un segnale abbastanza riconoscibile nei pannelli da esterno è la presenza di linee di colla più scure tra uno strato e l’altro.

Non basta però guardare solo il colore.
Per lavori importanti conviene sempre controllare la scheda tecnica del pannello.

Marino e fenolico non sono parole magiche

Qui vale la pena fermarsi un attimo.

Quando leggi “marino” o “fenolico”, non devi pensare automaticamente a un pannello indistruttibile.
Sono indicazioni utili, ma vanno capite.

Un pannello adatto all’esterno resiste meglio all’umidità, ma non significa che possa essere abbandonato sotto la pioggia senza protezione.

Il legno resta legno.

Assorbe, si muove, si rovina se non viene protetto correttamente.
Quindi sì, per esterno serve un pannello adatto, ma serve anche una finitura corretta, bordi protetti e un progetto pensato per evitare ristagni d’acqua.

Il bordo è spesso il punto più delicato e se l’acqua entra da lì, anche un buon pannello può iniziare a degradarsi.

Quali legni si usano

Compensato e multistrato possono essere realizzati con diverse essenze.
Tra le più comuni troviamo abete, betulla, pino, pioppo e okumé.

Il pioppo è molto usato quando serve leggerezza.
La betulla è più compatta, più resistente e spesso scelta per lavori di maggiore qualità.
L’okumé viene usato spesso nei pannelli per ambienti umidi o nautici.
L’abete e il pino si trovano in molti pannelli economici o strutturali.

Anche qui non esiste un materiale migliore in assoluto.
Esiste quello più adatto al lavoro che devi fare.

Quanto costa e perché

Il prezzo di un pannello non dipende solo dallo spessore.
Dipende dal tipo di legno, dalla qualità delle facce, dalla qualità degli strati interni, dal tipo di colla e dalla destinazione d’uso.

Un pannello con colla per esterno costerà più di uno per interno.
Un pannello con facce pulite e senza difetti costerà più di uno con nodi e pezze.
Un multistrato di betulla costerà generalmente più di un compensato leggero in pioppo.

Questo è il motivo per cui due pannelli che a prima vista sembrano simili possono avere prezzi molto diversi.

E no, non è sempre una fregatura.

A volte stai pagando davvero una qualità superiore.
Altre volte, invece, stai pagando un materiale sovradimensionato per il lavoro che devi fare.
La differenza sta nel saperlo riconoscere.

Come scegliere senza sbagliare

La domanda giusta non è: meglio compensato o multistrato?

La domanda giusta è: cosa ci devo fare?

Se ti serve un pannello leggero, sottile, economico e non strutturale, il compensato può essere più che sufficiente.
Se ti serve stabilità, resistenza, spessore e un bordo bello da vedere, allora ha più senso scegliere un multistrato.
Se il lavoro va in ambiente umido o esterno, devi cercare un pannello adatto a quell’utilizzo e non limitarti a prendere il primo pannello “di legno” che trovi.
Se il pannello resta a vista, guarda bene le facce.

Se invece verrà verniciato, rivestito o nascosto, puoi valutare anche qualità estetiche inferiori e risparmiare qualcosa.

Compensato e multistrato non sono la stessa cosa.

Hanno una costruzione simile, ma cambiano numero di strati, spessori, utilizzi, stabilità e costo.

Il compensato è leggero, semplice ed economico.

Il multistrato è più versatile, più stabile e spesso più bello da lasciare a vista.

La scelta corretta dipende sempre dal progetto.

Perché nel fai da te e nella falegnameria il materiale giusto non è quello più costoso.

È quello che fa bene il suo lavoro senza farti buttare soldi.

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